Come gestire la manutenzione del giardino in inverno: focus sul dry garden

L’inverno è arrivato e, insieme ad esso, anche il freddo. Il clima prevalentemente secco e l’abbassamento delle temperature rendono sicuramente i nostri giardini meno rigogliosi e ci costringono ad abbandonare l’idea di un prato fiorito. Le caratteristiche del dry garden, però, permettono di dedicare non troppa manutenzione al nostro giardino in inverno, garantendo un’ottima resa anche durante questa stagione.

Per capire il proprio dry garden, in questo periodo è importante tener conto di alcuni aspetti. In primo luogo, è fondamentale fare attenzione alle strane variazioni di temperatura, che hanno alterato il ciclo di vita di molte piante. Inoltre, l’importanza della biodiversità non può che restare un argomento fondamentale per la salute del giardino in qualunque stagione, soprattutto quando si ha a che fare con un dry garden. Per quanto riguarda la manutenzione, il giardino in inverno non prevede un grosso impegno, e bastano un paio di semplici – ma importanti! – accorgimenti per permettere ai nostri prati di proliferare.

  1. La variazione delle temperature nei giardini in inverno
  2. Giardino secco in inverno e non solo: più sano con la biodiversità
  3. Il drenaggio
  4. Le potature
  5. Un giardino che basta a se stesso

La variazione delle temperature nei giardini in inverno

Quest’anno, il periodo invernale sarà più mite che mai. Dopo un’estate terribilmente afosa e un autunno troppo poco piovoso, è in arrivo una stagione dalle temperature tendenzialmente moderate. Il caldo autunnale, che non ha riguardato solo il Centro e il Sud Italia ma ha sorpreso anche nelle zone settentrionali, è stato disastroso per il ciclo di vita della vegetazione. Molte piante, infatti, indotte dall’attardarsi del freddo, sono fiorite fino al termine del mese di Novembre. Le anomalie termiche sono anche state la causa di un insolito e pericoloso proliferare di funghi e patogeni di diverso tipo, che non fanno affatto bene alla salute dei giardini come dell’ambiente.

La filosofia naturale e rispettosa dell’ambiente su cui si fonda il lavoro di Botanical Dry Garden, non prevede l’uso di fungicidi e antiparassitari. In questo momento, però, la tentazione è forte, a causa delle anomalie che anche le nostre piante stanno vivendo. Preferiamo, in ogni caso, lasciare che la natura faccia il suo corso, ma questa decisione può funzionare solo se supportata da validissime tecniche agronomiche, che permettono la salvaguardia del giardino.

Ecco alcuni dei nostri consigli.

Giardino secco in inverno e non solo: più sano con la biodiversità

Non ci stancheremo mai di sostenere l’estrema utilità della biodiversità in giardino. L’impiego di molte specie e varietà diverse della stessa specie adoperate in un unico spazio, permette di rendere il giardino più resiliente e sano.

La regola della biodiversità vale anche e soprattutto per i prati alternativi, le varietà di tappezzanti a basso fabbisogno idrico che permettono di avere una valida alternativa al classico prato inglese, e che hanno bisogno di minore manutenzione. Un prato polifita, ovvero composto da piante diverse e con caratteristiche diverse, ha in generale una maggiore resistenza, e ha dunque anche una maggiore possibilità di sopportare eventuali attacchi fungini.

L’esperienza ormai decennale maturata al Botanical Dry Garden non lascia dubbi sull’importanza della biodiversità nei giardini secchi. Quest’anno, per esempio, nel nostro giardino si è presentato un fastidioso problema di muffe su Verbena hybrida – solo piccole superfici, per fortuna! I nostri prati, però, hanno resistito alla perfezione: mentre la Verbena aveva a che fare con l’infestazione fungina, infatti, le altre piantine di Achillea crithmifolia, Lippia nodiflora e Frankenia laevis, che erano state piantate insieme alla Verbena, hanno degnamente ricoperto lo spazio lasciato vuoto, e in pochi giorni il prato è ritornato rigoglioso e gradevole. Se tutto il prato fosse stato ricoperto di Verbena hybrida, sarebbe stato spoglio e avvizzito molto più a lungo.

Ciò che funziona per i prati, funziona anche con le bordure miste. Guara e Salvie, per esempio, che donano tocchi di colore ai nostri giardini, possono essere piantate in diverse varietà, in modo da diminuire il rischio di perdere tutte le piante in caso di parassiti. Questa tecnica, in più, permette anche di aumentare il periodi di fioritura, rendendo il giardino più bello più a lungo. E lo stesso discorso vale anche per i rosmarini: le nostre bordure con venti o trenta ecotipi diversi, oltre a sembrare molto naturali, hanno periodi di fioritura lunghi e colori diversi.

Il drenaggio

Non piove più, o piove poco e per troppo poco tempo, e abbiamo tutti perso l’abitudine di adoperarci per evitare i ristagni idrici. Eppure, soprattutto quando si ha a che fare con le sempre più frequenti bombe d’acqua, disporre di buone tecniche per i ristagni idrici è fondamentale. Il periodo tra la fine dell’autunno – forse il più piovoso dell’anno – e l’inizio dell’inverno è il momento migliore per verificare il corretto deflusso dell’acqua.

Per farlo, è necessario controllare che, quando piove, alla base delle piante non si creino pozzanghere o accumuli d’acqua. Se accede qualcosa del genere, la prima cosa da fare è usare una zappa o la vanga per creare un solco e permettere al liquido di defluire correttamente. Questa semplice manovra è in realtà indispensabile in previsione di un possibile repentino abbassamento delle temperature.

Dalle nostre parti, un vecchio detto recita “l’acqua e il gelo non stanno in cielo!”. Come spesso accade, la saggezza antica è quella che può insegnarci più cose: si riferisce, infatti, ai terribili danni che una gelata potrebbe provocare su un terreno pregno d’acqua, specialmente nei pressi del colletto delle piante.

Le potature

Evitare le potature è fondamentale per preservare la salute del giardino in inverno. La potatura, infatti, rappresenta sempre un momento di stress per la pianta che, se dovesse presentarsi anche un’inaspettata gelata, non sarebbe in grado di gestire più eventi dal carattere traumatico. Meglio evitarle del tutto prima di fine Febbraio o inizio Marzo, periodo più adatto per il clima del Centro Italia.

Un giardino che basta a se stesso

Il Dry Garden, per sua natura, ha bisogno di poca manutenzione. Ci sono delle piccole azioni necessarie per prendersene cura al meglio, soprattutto considerando il grande cambiamento del clima e delle temperature che stiamo vivendo, che inevitabilmente altera il naturale ciclo di vita delle piante. Ma il giardino secco è sicuramente il più resistente e quello più incline ad adattarsi a tanti cambiamenti.

Anche e soprattutto durante la stagione fredda, dunque, il Dry Garden ha bisogno di poche attenzioni. Ciò che è importante fare, è viverlo e godere delle sue versatili caratteristiche, sorprendendoci dei nuovi arrivi di uccellini migratori, che con i loro cinguettii renderanno il paesaggio ancora più magico e rilassante.