Verde urbano: come, dove e perché non è abbastanza

Sull’indiscussa necessità di circondarci di piante per sopperire al cambiamento climatico non ci sono più dubbi. Dopotutto, piantare alberi è considerato il modo più naturale e sano per contenere il riscaldamento globale. Ma se di riforestazione si parla tanto, se in prati e giardini in zone periferiche o di campagna è molto più semplice imbattersi, ciò di cui non si parla abbastanza e che, invece, è incredibilmente utile, è il cosiddetto verde urbano.

Anche chiamato verde pubblico, si tratta dell’insieme dei piccoli e grandi spazi all’interno delle aree metropolitane dominati dalla natura. Contrappeso del rovente e ruvido asfalto e del calore della combustione dei mezzi a motore, il verde urbano è un’arma da non sottovalutare nella lotta all’inquinamento e al cambiamento climatico. E, in realtà, non solo, perché le sue qualità non si fermano qui.

 

  1. Dove trovare il verde urbano
  2. Gli alberi in città come servizio ecologico di cui non si può fare a meno
  3. Com’è la situazione oggi?

Dove trovare il verde urbano

Quando sentiamo parlare di verde urbano, la prima cosa che viene in mente a tutti sono quegli spartitraffico alberati al centro della carreggiata, che dividono le due corsie delle strade di periferia con palme, cipressi, platani e oleandri. Quegli spazi dedicati agli alberi forse rubano un po’ di spazio alle corsie e non aiutano a decongestionare il traffico, ma aiutano senza alcun dubbio la vivibilità delle città.

Questi viali, che sicuramente fanno la loro parte, non sono però certamente gli unici esempi di verde urbano a cui fare caso. I più evidenti sono senza dubbio i parchi, le ville comunali e tutti quegli spazi che in qualche modo offrono non solo tanto verde, ma anche luoghi di ritrovo freschi e privi di traffico.

Contribuiscono alla quota di verde urbano anche le aiuole, gli alberelli lungo i marciapiedi, e i romantici e caratteristici viali alberati tipici delle zone più curate e commerciali delle grandi città. Certo, per riempire le aree metropolitane di tanto verde è necessario avere a disposizione molto spazio, cosa molto difficile per le aree più densamente abitate. Ma un programma nazionale dedicato a questo scopo sarebbe fondamentale per rendere più vivibili, più sane e più eco friendly anche le più grandi e inquinanti città.

Gli alberi in città come servizio ecologico di cui non si può fare a meno

Le città hanno a che fare con ben più di un problema di inquinamento. Lo smog che immaginiamo sia la più grande minaccia della salubrità dei territori cittadini è solo una piccola goccia. Nel report annuale che il Sistema nazionale di protezione ambientale stila periodicamente, si parla di diversi tipi di inquinamento. Dal traffico che contribuisce a una pessima qualità dell’aria, all’inquinamento acustico tipico delle zone densamente popolate e trafficate, fino ad arrivare alle isole di calore. Si tratta di un fenomeno tipico delle aree urbane, nelle quali si registra un aumento della temperatura, rispetto alle zone rurali e periferiche, di anche 5 gradi. Inoltre, a contribuire all’inquinamento cittadino ci sono anche il dissesto idrogeologico e la quasi totale assenza di biodiversità.

Il verde urbano, allora, non serve “solo” a contrastare le emissioni di CO2. Come è ormai noto, infatti, le piante sono in grado di sottrarre anidride carbonica all’atmosfera e di stoccarla all’interno della loro corteccia e del suolo, permettendo dunque di contrastare gli effetti del cambiamento climatico. Ma non solo. Il verde urbano è in grado di mitigare tutti i fenomeni inquinanti tipici delle città. Riduce le temperature nelle aree alberate, mitiga la presenza di polveri sottili nell’aria, aumenta sensibilmente la permeabilità del suolo e contribuisce a una maggiore presenza di fauna e di biodiversità. La sua capacità di abbassare le temperature ha anche effetti positivi secondari, perché permette di limitare l’utilizzo di aria condizionata all’interno delle abitazioni, altro fattore fortemente inquinante.

Com’è la situazione oggi?

I dati Istat relativi alla presenza di verde urbano nei centri urbani non sono particolarmente rassicuranti. La percentuale di verde sulla superfice comunale è piuttosto scarsa: in quasi il 70% dei capoluoghi, dunque le zone più densamente popolate, trafficate e inquinate, si registra una media della presenza di verde urbano inferiore al 3% del territorio. Secondo il Sistema nazionale di protezione ambientale, ogni cittadino dovrebbe avere accesso nelle vicinanze di casa a una sufficiente quantità di spazi verdi, circa 15 metri quadrati per abitante. Cifre dalle quali siamo terribilmente lontani.

Sebbene l’investimento in verde urbano sia stato più volte sollecitato a livello legislativo e attraverso progetti di pianificazione, la maggior parte dei territori metropolitani disattende quotidianamente le indicazioni. Dal 2013, anno in cui furono istituite le “Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani”, la maggior parte dei progetti avviati è stata abbandonata. È compito delle amministrazioni locali mettere in pratica quei progetti di pianificazione e riqualificazione territoriale necessari per rendere le città centri più vivibili e che non danneggiano la salute dei cittadini. Ma il recupero della maggior parte delle aree urbane appare troppo difficile e, purtroppo, quasi mai una priorità.